Compte-rendu de concert par Luca Civelli sur Musica Jazz (8 octobre 2012)

Parigi, 7 ottobre, Les Temps du Corps

Poche cose ma con gusto. Facile a dirsi, difficile a farsi. La presentazione di «En Corps», un concerto «preparato» in ogni dettaglio (e tale era il pianoforte della rivelazione Eve Risser), ha spiegato ai presenti come una musica delle più improvvisate possa vivere davvero con poco. Per rendersene conto, bastava un’occhiata al savoir faire parsimonioso e percussivo della pianista, ma soprattutto a Benjamin Duboc(cb.), che nel corso del primo set, una lunga improvvisazione eseguita senza soluzione di continuità, ha suonato tante note quante le dita di una mano.
In realtà, l’economia di mezzi era solo apparente, falsata da un’estesa paletta timbrica a cavallo tra free e musica contemporanea. Sotto il segno di un’interazione micidiale e fregato da un inizio quasi sussurato, il pubblico si è ritrovato in uno spazio profondo, «orrorifico», percorso da crepitii ferruginosi, suoni stoppati, gesti sibilanti; abitato da oggetti metallici, ma anche di vetro e legno. Ai picchi di intensità crescente, si sostituivano gli scossoni improvvisi di Edward Perraud(batt., perc.). Il suo strumentismo era un ambiente in cui pelli, piatti e spazzole, tra sfregi e puntuazioni, interagivano con l’aria e il silenzio accorto della sala.
Pubblico entusiasta, conquistato da un free suonato come si deve.

 

 

 

 

 

 

 

 

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